Le zone umide della Lettonia
Da qualche anno subisco un certo fascino da parte delle tre Repubbliche Baltiche, ossia Estonia, Lettonia e Lituania. Si conosce il nome della capitale fin dalle elementari, forse i colori della bandiera, ma al di là di questo e poco altro generalmente sono Paesi di cui non si sa molto. Conosco - credo - non più di tre persone che ci sono state.
All’inizio di quest’anno mi sono recato in pieno inverno per qualche giorno in Lettonia per vedere la capitale, di cui ho apprezzato molto il centro storico e per familiarizzare con il suo territorio. La Lettonia, così come le altre due Repubbliche Baltiche, è un Paese prevalentemente pianeggiante. Credo che il punto più alto non superi i 320 metri. Vi si trovano estese foreste miste e di conifere che mutano aspetto e sfumature con le stagioni e una vasta distribuzione di zone umide, quindi laghi e torbiere, che rappresentano un tesoro nazionale e un ecosistema fondamentale da salvaguardare.
Tra queste ultime, la più famosa del Paese è quella all’interno del Parco Nazionale del Kemeri, di cui è possibile visitare alcune porzioni.
Frequentando da tanti anni quelle del Sebino sul lago d’Iseo, un luogo a me molto caro che considero un’ottima palestra fotografica, le torbiere sono un tipo di paesaggio che reputo affascinante, oltre che ideale ad allenare l’occhio.
Al ritorno dal primo viaggio non avevo riportato fotografie di paesaggio decenti, ma onestamente non era neanche lo scopo del perché io fossi lì. Volevo farmi un’idea nell’ottica di tornarci più avanti, ma soprattutto mi interessava girare spensieratamente senza dover fare per forza fotografie. Non avevo intenzione di rovinare lo spirito del viaggio, qualora non fossi riuscito a trovare scatti buoni.
In questo clima rilassato mi sono divertito a realizzare un breve video di quei giorni.
Sono ritornato all’inizio di settembre per un breve giro, conclusosi in Lituania a Vilnius. Questa volta, però, ci tenevo a fotografare. Ho dedicato la maggior parte del tempo a due delle zone umide principali, situate a poca distanza da Riga.
Onestamente, credevo di trovare un paesaggio ancora verdeggiante con qualche accenno ai colori classici dell’autunno; invece, mi sono trovato davanti a delle sfumature che mi sarei aspettato più avanti, a giudicare da fotografie di anni precedenti indicanti la data dello scatto. È altresì vero che, andando verso nord, l’autunno arriva prima, perciò quei colori erano compatibili con quel preciso momento dell’anno.
Nonostante fossi partito con una buona dose di entusiasmo, una volta là mi sono sentito poco ispirato, forse perché limitato dalla pioggia quasi sempre presente che ha condizionato il mio umore.
Ad ogni modo, queste sono le tre fotografie di cui mi ritengo abbastanza contento e che mi va di condividere.