I tesori sommersi del Northumberland
Sono appena rientrato da un giro di quattro giorni in un luogo che da tempo aveva catturato la mia attenzione: il Northumberland, una delle contee più storiche dell’Inghilterra, situata nel nord-est, appena a sud della Scozia.
Oltre che per il vallo di Adriano, è famosa per la sua selvaggia costa, caratterizzata da maestose scogliere e ampie spiagge dorate e lungo la quale si ergono spettacolari castelli, tra cui l’imponente Bamburgh Castle, che da una collina domina il Mare del Nord.
Ciò che però ha suscitato il mio interesse a livello fotografico sono le sue rocce, molte delle quali vengono rivelate solo durante la bassa marea, del tutto invisibili nel resto della giornata. Il Northumberland, infatti, custodisce un patrimonio geologico talmente vario che riflette oltre 400 milioni di anni di storia della Terra, ammirabile in diversi punti lungo la costa. Io ho deciso di concentrarmi su una zona specifica, tornandoci ogni giorno in cerca di nuove opportunità. Purtroppo, date le mie scarse conoscenze di geologia, mentre osservavo quelle rocce, non ero in grado di leggerle; nonostante ciò, sono rimasto sbalordito dalla bellezza delle forme e dei colori che le caratterizzavano, come se fossero state disegnate a volte in preda a un’estasi creativa, altre volte, invece, con grande pazienza e meticolosità.
Fotografare ricercando pattern e richiami a elementi più familiari è stato più impegnativo del previsto. Un importante aspetto da considerare era la ridotta profondità di campo, dovuta alla poca distanza tra rocce e sensore e al fatto che le rocce non si trovassero sullo stesso piano. Per questo motivo, sono ricorso spesso alla tecnica del focus stacking, che non amo particolarmente, perché, anche se è un procedimento veloce, non mi piace smanettare al computer su più file da unire.
Ad ogni modo, fotografare seguendo i cicli delle maree è una sfida entusiasmante. Allo stesso tempo, però, può caricare di aspettative, perché “se non faccio una buona foto adesso, devo aspettare un sacco di ore e magari questa scena non ci sarà più”. La seconda sera ho perso tempo a cercare, durante la bassa marea, una composizione individuata il giorno precedente; solamente in un secondo momento ho capito che si trovava davanti a me completamente trasformata, perché la sabbia trasportata e depositata dalla marea al mattino ormai la nascondeva quasi del tutto.
Il lato positivo è che le fotografie possono veramente raccontare una storia molto antica e magari anche irripetibile per parecchio tempo.
Nella sezione commenti di un recente post su Facebook un utente raccontava come, dopo un forte temporale, l’aspetto della spiaggia fosse cambiato non poco con nuove rocce ora visibili.
Mi chiedo, quindi, come apparirà la spiaggia la prossima volta che tornerò.